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venerdì 15 luglio 2016

Purezza lieve


     Solo con una mano,
     un gesto sensibile,
     l'aria distende.


Ci si respira più facilmente,
è origine del sereno,
un modo per non farne più a meno.

La dolcezza come in un bambino,
trovala nel profondo del tuo destino,
per gioire di un fiore tra la neve
e dedicare al mondo purezza lieve.



Con il pensiero alle vittime degli attentati, per chi oggi c'è ed esiste.

lunedì 10 agosto 2015

Ad ognuno la sua guida, il suo maestro.


La montagna, oramai,  la sogno e la cerco.
Chi l'avrebbe mai pensato.

Famiglia completamente amante del mare, senza escurioni e passeggiate passate ad alta quota e senza programmi di averne, figuriamoci, ed io persa per la montagna?

Proprio così.
E l'ho scoperto da poco.
Dalle prime escursioni e dalle prime arrampicate.
Sapevo e sentivo il mio legame con la roccia ancor prima di portare i miei piedi sopra il livello del mare ma lassù quella connessione l'avverto ugualmente, la sento e mi dà amore e gioia; mi sento serena e vicina alla pace.

Dico che ognuno di noi dovrebbe aver la sua propria guida, il suo proprio maestro ma non li identifico come persone fisiche, non solo ecco.
Può essere qualsiasi cosa e per me la roccia e la stabilità della montagna lo stanno diventando.

La mia personalità e il mio stato d'animo attuale sono tutto anzichè fermi e immobili;
chi mai può insegnarmi ad esserlo se non qualcuno che è inerte da un'eternità?

E nella sua mancanza di movimento c'è aria forte, c'è energia c'è sapienza; sopra di lei nasce la vita limpida e naturale come la sua origine. Nonostante il sole o il temporale lei è li, che sia l'aria calma o nervosa lei non batte ciglio.

Ascoltare la propria guida alle volte non è possibile, certo non è facile; vuoi perchè lontani vuoi perchè momentaneamente si è incapaci di ascoltare.

Ma io ora provo a lottare contro la confusione che rende le mie orecchie tappate, che non mi permette di godere della voce del silenzio che in quei luoghi è oro per la mia anima.

Questo è il primo insegnamento che da poco ho ricevuto dalla montagna:

Non c'è limite mentale che la tua grinta non possa sconfiggere.

Grazie natura,
grazie roccia.


martedì 21 aprile 2015

Il profondo significato delle strisce pedonali


Vi dico io,
le strisce pedonali hanno un profondo significato, provate a pensarci.

Sono lì per indicare il punto esatto per passare da una parte all'altra della strada senza, si spera, esser tirati sotto dalla foga delle macchine di città.

Ma non solo!

Dipende tutto da come le si affronta...

Se siamo pedoni e continuiamo ogni volta ad aspettare ore prima che qualche benevole autista si fermi quando poi a nostra volta ci tocca guidare, poche sono le probabilità di esser spinti dalla gentilezza per fermarci e lasciar passare chi ne ha bisogno...

ed ecco spiegato il botta e risposta:

"ma come mai non ti sei fermato per farla passare?
"perchè quando devo passare io nessuno si ferma"

se invece molto più spesso ci ritrovassimo a dover rimanere solo qualche secondo ad aspettare per poter calpestare le strisce bianche e superarle, molto più facilmente la gentilezza e l'altruismo potrebbero invaderci.

"ma guarda te finalmente una persona gentile che mi fà passare!"

E così,secondo me, gira tutto:
ad ogni azione positiva non si può che generare un'altrettanta vibrazione positiva che poi può dar luogo a atti e modi di essere e di vivere benevoli e sereni.

Dunque, proviamoci dai, quando possibile facciamo passare sta povera gente fermandoci per qualche minuto magari troviamo qualcuno che ci ringrazia anche con qualche sorriso!!

E se proprio siete di fretta e per voi, quello di fermarvi, è uno sforzo enorme, fate finta che dietro a alla zebra stampata sul cemento ci siano questi 4!
Non li fareste passare?





Sorrisi, buone azioni e gentilezza fanno bene alla salute! fateci uso!
Stay positive!!




venerdì 17 aprile 2015

Dal letame nascono i fiori...


Ieri ho avuto un pensiero che ritengo diverso da tutti quelli avuti nelle ultime 48 ore.
Mentre ho piantato le prime piantine nell'orto, porri, melanzane e pomodori, pensavo a come tutto nasce dalla terra ( un genio, mi direte :D  )

Ho riflettuto sulla magia che permette a ciò che lì si ficca di crescere, trasformarsi, evolversi.
Mettere le mani di prima mattina tra la terra era qualcosa che non provavo da piccola e le emozioni che ho percepito hanno fatto partire un vagone pieno di pensieri sul binario cuore-mente.

La terra,che per renderla più preziosa ci si butta la cosa ritenura più sporca e puzzolente, è capace di dare la vita ad un seme e renderlo vivo.

La terra è vita,eppure, quando si parla di morte non la si ritiene adeguata ad ospitare la nostra anima, ritenendo evidentemente la prima troppo sporca.

L'anima da sempre vola verso l'alto, quando mandiamo un bacio a qualche nostro caro che non c'è più la mano è rivolta verso il cielo che riteniamo la sede del posto più azzurro,limpido,pulito: il paradiso.

Ma, mi dico, perchè prorio lassù e non quaggiù?
certo, l'azzurro è il colore della purezza che si sposa perfettamente con il bianco delle soffici nuvole e il cielo dall'alba al tramonto ci offre sensazioni magnifiche,,, ma la terra?

Lavorando nell'orto infatti ci si ritrova subito a riflettere sul significato profondo che può esserci ponendo l'attenzione a tutto il ciclo vitale e la storia di un piccolo seme che si adagia sulla terra.

E non è,appunto, qualcosa di magico? e la magia che si crea sotto i nostri piedi non potrebbe essere il luogo più fertile dove dalla nostra morte possa trovare rinascita?

Da piccola amavo ascoltare le favole ma non ci credevo e non volevo crederci; a scuola amavo la filosofia detestanto la logica ed ora non escludo nessuna teoria o idea, specialmente se prodotta dalla mia personale esperienza. Appunto per questo, dopo aver creato da un piccolo pezzo di terra un mio orto personale affermo con certezza che l'idea, un giorno, di ritornare parte del ciclo vitale terreno non mi spaventa e anzi, la ritengo molto più sensata rispetto ad un possibile futuro come inquilina in un posto, chiamato paradiso, dove tutti dal basso ti mandano baci e tu dall'alto non puoi nemmeno ricambiarli.

Tutto questo per dire, non sò se lo si è capito, che amo la terra e la sua immensa arte creativa che da sempre popola il mondo e a cui dovremmo riconoscere il valore più alto, di nascita e resurrezione.

come dice De Andrè 

Dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i FIORI.

Chi non ha un orto, trovi la possibilità, almeno, di coltivare una piccola piantina e capirà le emozioni e il valore che può dare alla giornata e non solo! ;)

Buon week end a tutti






lunedì 2 febbraio 2015

Io vorrei, non vorrei... ma se voglio...

Ma quanto è difficile...

Vivere e rimanere con i piedi a terra senza darsi limitazioni o false etichette.
La ragnatela che ci avvolge, piano piano, da quando incominciamo a crescere e a guardarci intorno.
Fili e fili che la società e il mondo sociale ci avvolge, trasparenti, invisibili ma forti da togliere quasi il fiato.

Ma il respiro che manca è perchè non ci si sente liberi dentro.
La pancia ribolle come un vulcano, lei vorrebbe esprimersi, provare, sperimentare ma qualcuno non la ascolta; più viene ignorata e più ribolle.

Mi sono accorta di non essere ancora capace di ascoltarla, vorrei esprimermi in un modo e poi cambio idea e cambio maniera. Lei avverte un'emozione e io faccio finta di niente perchè magari la mia mente in quel momento ritiene che proprio quel desiderio o sensazione non siano opportuni.

Quante volte nella mia piccola vita ho sentito dire
 non piangere Alice non è momento,
 non ridere ora Alice non è il posto adeguato,
 non scherzare in questo modo Alice che poi non la prende bene e si arrabbia,
 dovresti arrabbiarti a me avrebbe dato fastidio,
 dovresti dire di no per rispetto a te stessa,

e a queste parole obbedivo e tutt'ora spesso mi capita di obbedire senza chiedere opinione alla mia pancia emotiva, ritendendola meno importante di qualcuno anche appena conosciuto, a cui ho dato poi ascolto.

Questo non è esser liberi.
A lavoro, negli spazi sociali e aperti ci sentiamo in obbligo di tenere e mantenere comportamenti adeguati secondo standard e opinioni universali, tanto da farne con essi il nostro stile di vita.

Ma è proprio lo stile che ci appartiene?
Guardo il viso di alcuni artisti, anche senza soldi, che dedicano il loro tempo a qualcosa in cui credono e vedo sorrisi diversi, hanno più facilità ad ascoltare la loro voce interiore perchè è lei che li guida nel loro lavoro e così nella loro vita.

Dunque non tutti abbiamo questa fortuna, di avere una voce interiore talmente creativa da guidarci a creare ma tutti noi abbiamo la Nostra voce, unica.

Quindi se a lavoro dobbiamo ascoltare principalmente una voce che non è la nostra, oppure mentre camminiamo in centro siamo travolti da stereotipi e ideali di vita che non ci appartengono ma che rimbomano dentro di noi con grande chiasso dobbiamo comunque trovare silenzio per far emergere la nostra opinione.

E piano piano, dando la giusta importanza alla nostra pancia emotiva possiamo imparare a vivere secondo il nostro e proprio stile di vita.
Agire se lo vogliamo, fermarci se lo desideriamo ma senza condizionamenti o false verità.

E a me ancora succede, di voler dire o esprimere un'emozione e di sentirmi bloccata, giudicata, rifiutata.

e questa non è libertà!
Ecco cosa significa quando mi dico di lottare per la propria libertà, ascoltare la propria voce e seguire il cammino che ci vuole far percorrere.

giovedì 13 novembre 2014

Tutti abbiamo bisogno di un attimo solitario..


Spesso mi chiedo se  l'essere solitari sia un bene o un male.
Non sono tipa da passare settimane senza vedere anima viva ma spesso mi definisco solitaria.
Perchè ci sono sensazioni, che capitano in alcuni momenti della mia vita sociale, che mi fanno sentire fuori luogo, incompresa, o bombardata di richieste a cui non posso far fronte o che semplicemente non voglio prendere in considerazione.

E lì arriva il momento in cui torno nella mia isola solitaria di pensieri e voci.
Non lo faccio perchè non tollero opinioni contrastanti, anzi, spesso sono uno stimolo che mi fanno rimanere attiva socialmente, adoro gli scambi di opinioni e qualche discussione ;).

Amo i miei amici, la loro compagnia e la vita sociale; in realtà quello che forse rimane il mio ostacolo è:

Essere me stessa anche quando le circostanze deviano e limitano la mia intenzione.

Infatti, pensandoci, le ore che passo a lavorare il legno, a cucire berretti o a creare qualsiasi altra cosa, sono attimi in cui creo attraverso il silenzio e la concentrazione e che diventano sensazioni uniche perchè momenti nei quali devo essere per forza me stessa;  altrimenti come posso riflettermi nel mio lavoro artistico?
E io gli adoro, non potrei farne a meno. Sono la manifestazione totale del mio corpo e della mia volontà.

Dunque il problema qui non c'è perchè sono serenamente quella che sono, ma ecco che arriva quando non sono più centrata, quando mi sperdo nell'aria fuori dal mio corpo, quasi svanendo.
Sono gli istanti in cui mi sento forzata a dire Si quando vorrei dire No, ad accettare una cena con chi mi fà andare già l'antipasto per traverso, essere dove non vorrei oppure fare quello che non mi appartiene. Tutto per paura di essere considerata poco socievole e la paura porta a deviarci totalmente, senza essere più a fuoco.

Ecco quindi, mi dico, perchè nel mio momento solitario a volte ho bisogno di rifugiarmi più a lungo, o perchè ho scelto fino a poco tempo fà di viaggiare quasi sempre da sola, senza orari nè abitudini diverse.
Non è intolleranza ma semplicemente penso di essere nella fase della mia vita in cui ho bisogno di stare più con me stessa, per conoscermi fino in fondo e riuscire poi a esserlo sempre con o senza stimoli sociali e deviazioni che possono solo che destabilizzarmi.

Trovare spazio nella propria vita per attimi solitari può dunque portare a comprenderci meglio: l'arte, la creatività o una passione possono essere lo strumento grazie al quale possiamo crescere, conoscersi e vivere poi serenamente e consapevolmente in un sistema sociale che potrà sempre mettere in discussione il nostro essere, giorno dopo giorno.

Tutti abbiamo bisogno di un attimo solitario, chi più chi meno.

martedì 7 ottobre 2014

Primi contatti con il meraviglioso linguaggio delle rocce.

Sono passati tanti giorni dalle mie ultime parole ma questo non vuol dire che i miei pensieri vagabondi si siano fermati.

Ora ho uno zaino carichissimo che andrò a liberare poco a poco.
Carico di pezzetti di roccia, erba, sassolini, terriccio rosso.

Grazie ad alcuni cari amici, in questo ultimo periodo ho potuto finalmente, dopo anni di " un giorno proverò", metter i miei piedi sulle roccie ma questa volta non a piedi nudi e non per poi tuffarmi a testa nell'acqua.
E ora chi si ferma più?

Amore a  prima vista anzi no, non è amore, è qualcosa che non avevo mai provato prima nonostante gli anni di sport passati, quasi 18; è  una sensazione simile ai momenti prima dell'innamorarsi, quando sei in un continuo stato di agitazione e formicolio alla pancia, quando niente è certo ma tutto quello che provi è piacere, con qualche ansia qua e là.

Sono riuscita fino ad ora a trovare una grinta che non pensavo di avere, la mia testardaggine che per la prima volta mi dà quella spinta necessaria nei punti in cui dentro di me c'è una voce che dice di fermarmi, che vuole rimandare l'ostacolo alla "prossima volta".

Sono riuscita un pò a capire quello che un mio allenatore di calcio mi diceva:
 " Se mentre devi parare un rigore ti dici a tè stessa che non riuscirai a pararlo, non ci riuscirai; prova a crederci e a ripetere che la palla, dopo il tiro, sarà fra le tue mani."

Com'è importante la fiducia in sè stessi e ora come ora sto incominciando a comprenderlo...
La consapevolezza di sè stessi e la fiducia per quello che siamo e le nostre capacità sono una coppia vincente.

Come posso pretendere di salire se nel momento in cui lo sto facendo la mia attenzione e concentrazione vanno alle mani e non ai piedi? che sia la salita di una scala, di una roccia o di un sentiero...
Può sembrare banale ma non lo è, infatti se proviamo distesi a chiudere gli occhi e immaginare,partendo per esempio dai piedi, ogni parte del nostro corpo qualcosa sicuramente ci sfugge o non ci ricordiamo com'è fatta nella sua integrità.
Spesso a me succede di non riuscire a visualizzare un dito dei piedi, o la forma del mio pollice eppure, mi dico, sono parti di me da 24 anni.


Consapevolezza del tutto e non di una parte...

Piccole lezioni che ho potuto ricevere da un linguaggio che sto iniziando a sentire, comprendere per poterlo poi trasportare nella mia quotidianità, una comunicazione non verbale ma molto profonda, istintiva, naturale.
Grazie alla natura e alle sue forti e imponenti rocce.


lunedì 22 settembre 2014

Laputa, Castello nel cielo.

È nella canzone della terra di Gondoa - «Nella terra radici piantiamo, con il vento la vita passiamo, con i semi gli inverni superiamo, con gli uccelli la primavera cantiamo» - Per quante spaventose armi si possano brandire, per quanti poveri robot si possano comandare, vivere separati dalla terra non è possibile!

Non c'è niente di più bello dell'addormentarsi dopo essersi commossi per un film pieno di dolcezza e sensibilità.
Devo dire che l'inizio è stato piuttosto duro da affrontare perchè, come dice la principessa, quando era piccola le avevano insegnato un sacco di parole ed incantesimi portatori e creatori di belle cose ma c'era anche quello... l'impronunciabile incantesimo della distruzione.
Un'inizio violento, insensibile e quasi sentimentalmente robotico.

Ma questo film è stato in grado di aiutarmi a comprendere, in parte, quello che per me tutt'ora resta difficile da ammettere: per far risplendere la luce ci vuole un momento antecedente di oscurità.

Quello che è fondamentale è credere nella luce anche quando siamo immersi nell'oscurità o il sole sta tramontando.

Crederci è fondamentale, aiuta a sviluppare e diffondere positività rispetto l'avvenire credendoci senza riufiutare il presente.
Le lezioni che vengono dall'esperienza ci portano a comprendere che il passato e il presente non vanno mai dimenticati nè rinnegati.

Siamo quello che siamo grazie a quello che siamo stati e alle decisioni che possiamo prendere ed è per questo che, anche i momenti che vorremmo cancellare perchè ritenuti sconfitte o perdite, sono pezzi di puzzle prezioni da unire.

E il nostro più grande passato è la nostra origine, la madre terra.

Se riusciamo a non dimenticare questa origine universale di qualsiasi forma di vita, possiamo cambiare il presente e chiaramente trovare luce  nel futuro.
Siamo spesso immersi nell'oscurità, soprattutto percettiva e sensitiva, che non aiuta a percepire la luce e l'energia che dentro di noi c'è, presente in ogni organismo naturale,presente in tutte le forme di vita, per avvertirla e  diffonderla dedicando maggiore attenzione e tempo allo sviluppo sensoriale  e emozionale, preferendo positività a negatività, comprensione e gioia di ciò che si è e di ciò che si ha.

L'amore per qualsiasi gesto o atto quotidiano, un grazie eterno all'esistenza e un continuo rispetto degli altri e della diversità questa è la luce che ci può far brillare.

 Difficile da vedere nei momenti più cupi ma se dentro di noi risplende, diventa facile da trovare.

sabato 6 settembre 2014

Perenne Incomprensione

È come se avessi un buco, piccolo, invisibile dentro la pancia.
Proprio sotto l'ombelico, sento un costante bisogno di farci penetrare, con un calmo e profondo respiro, dell'aria fresca.
Aria di una mattina limpida, fresca, chiara...
la immagino così azzurra da farmi risplendere  di gioia quando ci si ficca in quel buchetto.
Respiro veloce, non ci faccio caso, agito me stessa tutto il giorno con una costante incomprensione tra ciò che penso e ciò che faccio, tra il dire ed il mio fare, tra il vedere e il non voler vedere.
L'agitazione è la mia reazione in risposta a quello che non vorrei, durante la giornata, accadesse.
Come un inutile ritardo oppure un mignolo contro il letto, o rendermi sempre più conto dell'egoismo umano.
Si, vorrei forse non rendermene conto, oppure comprenderlo e accettarlo, ma non ci riesco.
Vorrei accettare qualsiasi crimine, anche l'uccisione di un ape per colpa di un pesticida... non comprendo... c'è incomprensione dentro me. Mi agita.
A ripensarci mi torna la malinconia, mi balzano per la mente le mie solite domande esistenziali, ho paura nel darmi le risposte.
Vorrei vedere Amore sia dentro che fuori di me.
Non è facile, ma quando lo trovo lo annuso... ecco l aria fresca di cui parlavo.