Vivere e rimanere con i piedi a terra senza darsi limitazioni o false etichette.
La ragnatela che ci avvolge, piano piano, da quando incominciamo a crescere e a guardarci intorno.
Fili e fili che la società e il mondo sociale ci avvolge, trasparenti, invisibili ma forti da togliere quasi il fiato.
Ma il respiro che manca è perchè non ci si sente liberi dentro.
La pancia ribolle come un vulcano, lei vorrebbe esprimersi, provare, sperimentare ma qualcuno non la ascolta; più viene ignorata e più ribolle.
Mi sono accorta di non essere ancora capace di ascoltarla, vorrei esprimermi in un modo e poi cambio idea e cambio maniera. Lei avverte un'emozione e io faccio finta di niente perchè magari la mia mente in quel momento ritiene che proprio quel desiderio o sensazione non siano opportuni.
Quante volte nella mia piccola vita ho sentito dire
non piangere Alice non è momento,
non ridere ora Alice non è il posto adeguato,
non scherzare in questo modo Alice che poi non la prende bene e si arrabbia,
dovresti arrabbiarti a me avrebbe dato fastidio,
dovresti dire di no per rispetto a te stessa,
e a queste parole obbedivo e tutt'ora spesso mi capita di obbedire senza chiedere opinione alla mia pancia emotiva, ritendendola meno importante di qualcuno anche appena conosciuto, a cui ho dato poi ascolto.
Questo non è esser liberi.
A lavoro, negli spazi sociali e aperti ci sentiamo in obbligo di tenere e mantenere comportamenti adeguati secondo standard e opinioni universali, tanto da farne con essi il nostro stile di vita.
Ma è proprio lo stile che ci appartiene?
Guardo il viso di alcuni artisti, anche senza soldi, che dedicano il loro tempo a qualcosa in cui credono e vedo sorrisi diversi, hanno più facilità ad ascoltare la loro voce interiore perchè è lei che li guida nel loro lavoro e così nella loro vita.
Dunque non tutti abbiamo questa fortuna, di avere una voce interiore talmente creativa da guidarci a creare ma tutti noi abbiamo la Nostra voce, unica.
Quindi se a lavoro dobbiamo ascoltare principalmente una voce che non è la nostra, oppure mentre camminiamo in centro siamo travolti da stereotipi e ideali di vita che non ci appartengono ma che rimbomano dentro di noi con grande chiasso dobbiamo comunque trovare silenzio per far emergere la nostra opinione.
E piano piano, dando la giusta importanza alla nostra pancia emotiva possiamo imparare a vivere secondo il nostro e proprio stile di vita.
Agire se lo vogliamo, fermarci se lo desideriamo ma senza condizionamenti o false verità.
E a me ancora succede, di voler dire o esprimere un'emozione e di sentirmi bloccata, giudicata, rifiutata.
e questa non è libertà!
Ecco cosa significa quando mi dico di lottare per la propria libertà, ascoltare la propria voce e seguire il cammino che ci vuole far percorrere.
Quante volte nella mia piccola vita ho sentito dire
non piangere Alice non è momento,
non ridere ora Alice non è il posto adeguato,
non scherzare in questo modo Alice che poi non la prende bene e si arrabbia,
dovresti arrabbiarti a me avrebbe dato fastidio,
dovresti dire di no per rispetto a te stessa,
e a queste parole obbedivo e tutt'ora spesso mi capita di obbedire senza chiedere opinione alla mia pancia emotiva, ritendendola meno importante di qualcuno anche appena conosciuto, a cui ho dato poi ascolto.
Questo non è esser liberi.
A lavoro, negli spazi sociali e aperti ci sentiamo in obbligo di tenere e mantenere comportamenti adeguati secondo standard e opinioni universali, tanto da farne con essi il nostro stile di vita.
Ma è proprio lo stile che ci appartiene?
Guardo il viso di alcuni artisti, anche senza soldi, che dedicano il loro tempo a qualcosa in cui credono e vedo sorrisi diversi, hanno più facilità ad ascoltare la loro voce interiore perchè è lei che li guida nel loro lavoro e così nella loro vita.
Dunque non tutti abbiamo questa fortuna, di avere una voce interiore talmente creativa da guidarci a creare ma tutti noi abbiamo la Nostra voce, unica.
Quindi se a lavoro dobbiamo ascoltare principalmente una voce che non è la nostra, oppure mentre camminiamo in centro siamo travolti da stereotipi e ideali di vita che non ci appartengono ma che rimbomano dentro di noi con grande chiasso dobbiamo comunque trovare silenzio per far emergere la nostra opinione.E piano piano, dando la giusta importanza alla nostra pancia emotiva possiamo imparare a vivere secondo il nostro e proprio stile di vita.
Agire se lo vogliamo, fermarci se lo desideriamo ma senza condizionamenti o false verità.
E a me ancora succede, di voler dire o esprimere un'emozione e di sentirmi bloccata, giudicata, rifiutata.
e questa non è libertà!
Ecco cosa significa quando mi dico di lottare per la propria libertà, ascoltare la propria voce e seguire il cammino che ci vuole far percorrere.
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